I) La ‘diastole’ sociale è un fenonomeno di esplosione caotica delle parti del corpo sociale, esplosione che mette in pericolo il funzionamento strutturale del corpo stesso (come ‘interno composto delle parti’), benché tale esplosione, dal punto di vista delle parti sue promotrici, non venga intesa che come mezzo di adattamento del corpo sociale ad una nuova situazione (ritenuuta fondamentalmente modificata). Così, per lo più, l’esplosione non si manifesta che in misura ridotta; la riduzione è dovuta al fenomeno dialettico della sistole: l’energia esplosiva, in questo modo, si accontenta di manifestarsi come espansione, innovazione, sfruttamento pletorico della ‘libertà’ concessa dai limiti del minimo o del massimo, progressismo, liberalismo, individualismo, iniziativa, ingenuità, spontaneità, romanticismo.
II) La ‘sistole’ sociale è un fenomeno di represisone strutturale da parte del complesso del corpo sociale, oppure da parte di quei ceti che si ritengono depositari dei suoi interessi. Essa si manifesta come conservatorismo, autoritarismo, tendenza normativa, classicismo, burocratismo, regolarità, controllo, frenatura. – La repressione strutturale può anche fare di necessità virtù, ‘meccanizzando’ cioè i risultati della diastole, attribuendo loro un posto nell’insieme struttturale sistolico. – L’autorità ‘sistolica’ può imporre regole ‘positive’ (prescrivendo, cioè, nel settore dell’etica, certe azioni da realizzare, o, nell’ambito della lingua, certe forme linguistiche da impiegare) e regole ‘negative’ (proibendo, cioè, nel settore dell’etica, certe azioni, o nell’ambito della lingua, certe forme linguistiche ‘tabù’)
III) La dialettica tra ‘diastole’ e ‘sistole’ è espressione-sintomo della vita sociale. La noia come possibile risultato della soverchiante sistole, che non padroneggia più la situazione, che provoca la diastole, la quale però è frenata dagli interessi di conservazione propri ad ogni essere (ed espressi dalla sistole). La dialettica può dare, come risultato, un armonioso equilibrio oppure una crisi, sia acuta, sia continua.
Heinrich Lausberg, Linguistica romanza
