
Siamo stati una specie di réclame vivente per l’industria dei mobili.
Ci siamo graziati della baraonda di avventori eccitatissimi e vocianti, di commessi dai gomiti aguzzi. E di colpo abbiamo pianto per aver abbandonato il tepore pomeridiano, la terra, la rugiada.
Siamo diventati conoscitori profondi dell’animo umano senza avere mai scosso le radici.
