LA CASA DI SIDO O IL VILLAGGIO D’INVERNO

Le conchiglie sono tutte uguali, ma cambiano le onde. Il villaggio di Systah si presta ad essere il cuore battente di una famiglia germanofona. La casa di Clara respira di notte, tanto da costringere i suoi abitanti a percorrere a passo veloce la facciata occidentale per non essere sentiti dagli altri. Le livre de la jungle, il libro degli animali e dei selvaggi, la Bibbia, il “Copernico dell’Agricoltore” riposano sul tavolo, e fanno pensare, in quell’interno domestico, alla forza muscolare dei protagonisti piuttosto che ai riti domestici prussiani e francesi, troppo accomodanti e protettivi. Willy si rivolge alla moglie come ad un’allieva. E lei lo ricambia con quella stessa devota tenerezza che presto sarà esasperata dall’ombra maschile di uno sconosciuto in redingote che ama alabardars di penne e di giornali sino al tramonto. Colui che non abbandona mai l’atelier. Clara abbandona la casa di rue de Courcelles di soppiatto. Willy resta l’unico destinatario della lettera d’addio. Il patrimonio si sublima nei suoi possessori.

 

 

 

 

L’eredità non sarà mai un prestito!

 

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